Roberta Biagiarelli

Sabato 21 luglio 21.00

Attrice, autrice, documentarista, progettista teatrale, nasce a Fano (PU) il 16 febbraio 1967. Si forma alla scuola dell'esperienza di Laboratorio Teatro Settimo (TO), gruppo con il quale lavora dal 1988 al 2001,Dal 2001 ad oggi partecipa come attrice alle produzioni della Compagnia Corte Ospitale di Rubiera (RE).?Nel 1998 si appassiona di Balcani e scrive insieme a Simona Gonella, basandosi sul libro di Luca Rastello "La guerra in casa" pubblicato da Einaudi, il monologo teatrale A come Srebrenica che attualmente ha al suo attivo pi¨ di 400 repliche. Produce in occasione del decennale del Genocidio di Srebrenica (luglio 1995-2005) il reportage "Srebrenica: Voci dall'oblio" che nel dicembre 2005 vince il Premio per il giornalismo Claudio Accardi. Luglio 2008 produce e debutta nello spettacolo Il poema dei monti naviganti, tratto dal libro La leggenda dei monti naviganti di Paolo Rumiz, regia di Alessandro Marinuzzi. ?Ideatrice ed interprete del progetto di ricerca Il Tempo della Festa, in scena icon la Maxmaber Orkestar, Il 30 agosto 2009 le viene consegnato a Sirolo (An) il Premio Franco Enriquez 2009 come migliore attrice.?Da gennaio 2009 a marzo 2010 Ŕ stata coordinatrice responsabile del "Progetto pilota a sostegno della Comunicazione per lo sviluppo sociale e culturale in Bosnia Erzegovina", per conto della Cooperazione in Bosnia Erzegovina /Ambasciata d'Italia a Sarajevo, progetto volto alla rivitalizzazione culturale delle aree di Srebrenica e Bratunac (Bosnia Orientale), finanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano.Nel 2011 realizza il Reportage sui giovani bosniaci dal titolo "Aiutiamo il Paradiso" prodotto dall'Ong CISP e dal Consiglio della Regione Lazio e del road-movie "La TransuManza della Pace" dalla Val Rendena a Srebrenica, racconto per immagini di una esperienza di solidarietÓ realizzata da Gianni Rigoni Stern, il documentario Ŕ prodotto dalla Provincia Autonoma di Trento.

IL POEMA DEI MONTI NAVIGANTI

Il Poema dei Monti Naviganti nasce da una bella intuizione di Roberta Biagiarelli: il meraviglioso, attento, curioso e intenso percorso fisico e verbale dei viaggi, degli incontri, delle osservazioni, degli articoli e del libro di Paolo Rumiz poteva ancora trovare altre, ulteriori e prospettiche dimensioni, quella del racconto orale e quella di una sintesi scenica che ricreasse, davanti agli spettatori e nelle parole e nei corpi vivi degli attori, quelle migliaia e migliaia di chilometri di paesaggio popolato di figure, compiuti ed elaborati nella parola scritta, da celebrarsi ora come in un grande e giocoso poema epico dei nostri giorni.

In scena due attori, Roberta Biagiarelli e Sandro Fabiani, raccontano, interpretano e interagiscono, rappresentando due diversi approcci, almeno in partenza e a volte in alternanza a seconda delle circostanze: coinvolgimento e presa di distanza sdoppiano il personaggio originale dello scrittore e giornalista, trasformandolo per una parte in una scrittrice e giornalista ideatrice del viaggio e per l'altra in un fotografo, "imbarcato" nell'avventura, due atteggiamenti che come luce e ombra creano o rivelano rilievi, contrasti o addolcimenti, rispetto alla natura del paesaggio di montagna, alle strade esaltate dalle curve, e agli incontri, alle modalitÓ e alle aspettative.